giovedì 16 marzo 2017

Stanziati 40 milioni, l’1 per mille, per accontentare ANCI

Caro Sindaco, Assessore, Consigliere,
l’ANCI, con proprio comunicato esprime  soddisfazione per lo stanziamento di 40 milioni, per l’anno 2017, per promuovere Unioni ed Aree vaste.
Ammette che si tratta di «piccola cifra». Infatti, si tratta del’1 per mille del bilancio dei Comuni da coinvolgere. Ma non si accorge che sarà impossibile spenderli.
ASMEL propone, perciò, di destinare i fondi ai Comuni terremotati.
Nell’allegato, le ragioni della nostra proposta. 
Vogliamo sviluppare un confronto sul tema, anche in vista del prossima Assemblea annuale. E dunque sono graditi commenti, anche critici, o propositivi.
Cordiali saluti e buon lavoro
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Qui >> I FAUTORI DELL’ ACCORPAMENTO
QUI >> L’Ordinanza del  TAR Lazio 20 gennaio 2016
                                                                    
                                                                     Francesco Pinto, Segretario generale ASMEL

venerdì 27 gennaio 2017

Una grande vittoria

È stata pubblicata venerdì l’Ordinanza del TAR Lazio del 25 ottobre scorso che accoglie il ricorso promosso da ASMEL per l’affermazione dell’incostituzionalità della norma sull’accorpamento coatto dei Comuni con meno di 5mila abitanti, il cd Decreto Calderoli e s.m.i.
del 31 maggio 2010.
Il TAR ha ritenuto «rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale», avanzata da ASMEL, ordinando l’immediata trasmissione degli atti alla Suprema Corte, evidenziando il contrasto con gli artt. 3, 5, 77, 95, 97, 114, 117 e 118 della Costituzione.
Si determina, pertanto, violazione dell’articolo 3 della Costituzione quando si riscontri una contraddizione all'interno di una legge, oppure tra essa ed il pubblico interesse perseguito.
Tanta superficiale determinazione deriva innanzitutto dalle posizioni espresse da ANCI, unico interlocutore dei governi di ogni colore, che si caratterizza come l’ultima enclave consociativa che tuttora resiste, a dispetto dei sommovimenti verificatisi nella politica italiana. Fin dal 2009, ANCI ha sostenuto la necessità dell’accorpamento coatto, vedendosi presa in parola nel maggio 2010 dallo “statista” Calderoli ed ha costantemente mantenuto il punto con spregiudicati aggiustamenti successivi.
I burocrati abbarbicati in ANCI si dilettano ad affiancare, con piglio centralista e dirigista, il nostro incauto legislatore nella stesura di norme sempre più ingarbugliate, anche in sede di Conferenza Unificata, rappresentando (male) gli interessi delle sole realtà metropolitane. I cui apparati elefantiaci, hanno solo da imparare, quanto a efficienza e a risultati, dai Comuni medi e piccoli, notoriamente molto più virtuosi grazie al “controllo sociale” determinato dalla vicinanza tra elettori ed amministratori locali.
Le battaglie politiche non si vincono nelle sole aule giudiziarie, anche per i tempi lunghi che esse comportano.
Ormai rappresentiamo una spina nel fianco per quanti tutt’oggi vedono i Comuni alla stregua di filiali periferiche dello Stato.
A quasi 7 anni dalla sua nascita, ASMEL raggruppa ormai 2200 Enti Locali in tutt’Italia, mostrando nei fatti che è l’Associazionismo di servizio, e non quello di funzioni a rappresentare la chiave di volta per coniugare autonomia ed efficienza. Infatti, mentre il primo implica autonomia
e volontarietà, il secondo punta ad espropriare le attribuzioni ed i poteri per cui essi vengono eletti, trasferendoli ad enti di secondo livello. L’ultima iniziativa basata sull’associazionismo di servizi è la nascita della Centrale di Committenza ASMEL Consortile, basata sul principio della
sussidiarietà, e che sta vivendo un crescendo continuo di adesioni in tutto il Paese, a dispetto della martellante campagna denigratoria ordita da tanti, ANCI in primis.
Il forte sodalizio con ANPCI, l’Associazione dei piccoli Comuni, sta mettendo in discussione il principio della rappresentanza unica dei Comuni italiani.
Continueremo, imperterriti, nella nostra battaglia di civiltà in tutte le sedi.
Guai al Paese che ritiene di privarsi delle proprie radici. Gli alberi crescono e rinvigoriscono tagliando i rami secchi. Che sono sopra, non sotto.

Un sentito grazie alle centinaia di associati che hanno deliberato formale sostegno alla nostra iniziativa ed in particolare ai Comuni di Liveri, Baia e Latina, Dragoni, Teora e Buonalbergo che hanno celermente deliberato per affiancarci nella sottoscrizione, nei termini, del ricorso.
                                                                     Francesco Pinto, Segretario generale ASMEL

mercoledì 25 gennaio 2017

La solidarietà dei Comuni ASMEL non si fa attendere

Il dramma che ha sconvolto le popolazioni del centro Italia con il coinvolgimento anche di Comuni nostri soci, Accumoli ed Amatrice, non poteva lasciarci indifferenti.
Sin dalle prime ore sucecssive al terremoto abbiamo attivato la catena della solidarietà.
La nostra mensa da campo è stata installata ad Accumoli e i nostri prodotti agricoli sono stati inviati alle popolazioni colpite per alleviare il disagio e garantire anche in tavola un segno concreto della genuina solidarietà che lega i Comuni del mezzogiorno ai Comuni del centro Italia.
Giovanni Caggiano, Presidente ASMEL

mercoledì 12 ottobre 2016

Auguri al neo-presidente ANCI Decaro

Gent.mo Presidente ANCI
Antonio Decaro,
vogliamo esprimere a nome nostro personale e dell’ASMEL (Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali) i migliori auguri di buon lavoro per l’incarico conferito ed il più vivo apprezzamento per le posizioni espresse a seguito dell’accettazione dell’incarico. Posizioni improntate a grande equilibrio ed autorevolezza, che condividiamo pienamente e confidiamo caratterizzeranno la vita associativa dell’ANCI nei prossimi mesi e nei prossimi anni.
In una fase storica come quella attuale, nella quale i processi di riforma e di modernizzazione dell’organizzazione dello Stato rischiano di offuscare il ruolo propulsivo delle Autonomie Locali, è quanto mai necessario che le Associazioni dei Comuni siano unite per rappresentare con forza a Governo e Parlamento le istanze delle proprie rispettive basi associative.
Alla luce di queste considerazioni, le polemiche e le posizioni critiche che hanno caratterizzato i nostri rapporti nel recente passato vanno ascritti a una fase che riteniamo ormai alle spalle, alla luce del nuovo corso da Lei rappresentato e delle dichiarazioni espresse con tanta forza e chiarezza nel corso della recente Assemblea di Bari.
Siamo certi che possa avviarsi con la Sua elezione una nuova stagione di dialogo e collaborazione e confidiamo di avere presto occasione per un incontro che possa vederci condividere percorsi istituzionali ed operativi nell’interesse dei Comuni italiani.
Cogliamo l’occasione per invitarLa al FORUM ASMEL del prossimo 7 novembre, a Napoli, durante il quale verranno presentate le proposte della nostra Associazione nell’ambito delle riforme in atto.
Siamo certi che la Sua partecipazione potrà contribuire a rendere i lavori del convegno un momento di riflessione e di stimolo strategico in grado di arricchire e ampliare la qualità del dibattito.
Uniti si vince!

Giovanni Caggiano, Presidente ASMEL

venerdì 15 luglio 2016

Il Sindaco di un Comune medio/piccolo come successore di Fassino - Comunicato Asmel

Caro Sindaco,
M5S accusa ANCI, la principale Associazione dei Comuni italiani, di essere divenuta una succursale del PD. Si tratta di un’accusa ingenerosa ed ingiusta.
In questi ultimi anni, ANCI si è piuttosto caratterizzata come succursale dei diversi Governi che si sono succeduti, a prescindere dal colore politico.
Solo così si spiega l’acquiescenza a una lunga stagione di tagli e, cosa ancora più grave, alle scelte sugli accorpamenti coatti, attraverso processi di fusione o unione obbligatoria di tutti i Comuni non capoluogo.
Su questo ultimo fronte, però, la “cinghia di trasmissione” finora non ha funzionato per la fiera opposizione di ASMEL ed ANPCI, l’Associazione dei piccoli Comuni.
Ma la battaglia è solo rinviata a dopo il referendum, in perfetto accordo tra Governo ed ANCI. Accordo confermato nel recente incontro in Via dei Prefetti, sede dell’Anci, alla presenza del Ministro Costa e dei Sottosegretari interessati. L’obbligo di accorpamento non sarà più legato al numero degli abitanti, ma esteso a tutti i Comuni non capoluogo attraverso “ambiti ottimali” individuati dalle Regioni. Sono previste una serie di misure a sostegno della manovra. Incentivi a chi collabora e tagli a chi fa resistenza, con il Commissariamento come prospettiva finale per i più riottosi.
Dalla fine della prima Repubblica ad oggi, si sono succeduti alla Presidenza dell’ANCI solo Sindaci di Comuni capoluogo (Scarica QUI' la tabella), nonostante l’Associazione sostenga di rappresentare tutti i Comuni anche i più piccoli. Dopo le dimissioni di Fassino, perché non individuare, come successore, un Sindaco di un Comune non capoluogo?
Nei Comuni piccoli e medi si impara presto a governare le macchine burocratiche , perché “il controllo sociale” dei cittadini è più forte e stringente. Difficilmente, dunque, il nuovo Presidente si farà imbeccare dall’apparato centrale ANCI, un autentico centro di potere, consolidatosi grazie alla presenza “istituzionale” nella Conferenza Stato Città, un’Istituzione, sconosciuta ai più, all’interno della quale passano tutte le scelte che riguardano gli Enti Locali.
ANCI deve decidere “cosa fare da grande”: l’Istituzione o l’Associazione. Nel primo caso, deve smettere di chiedere contributi ai Comuni e farsi sostenere dallo Stato. Nel secondo caso, deve essere capace di reggersi con i soli contributi dei Soci. Oggi, invece, fa le due cose insieme.
Se ANCI riprenderà coscienza del proprio ruolo e ritornerà ad atteggiarsi come Associazione, si aprirà una nuova stagione di protagonismo dei Sindaci e il Governo prenderà atto che i Comuni rappresentano una risorsa e non un problema. Troverà al suo fianco anche le altre Associazioni di Enti Locali. Perché uniti si vince.
I Comuni Italiani, una risorsa non un problema è proprio il titolo del Manifesto approvato all’unanimità nella recente Assemblea ASMEL (Scarica QUI' il manifesto). Contiene tra l’altro, nel caso di affermazione della riforma costituzionale, la proposta di disegnare Collegi elettorali a misura Comuni piccoli e medi.
Per affiancare ai Sindaci dei Comuni capoluogo, di fatto già previsti, i rappresentanti degli altri territori, dove vive il 70% degli Italiani.
Cordiali saluti e buon lavoro
Francesco Pinto, Segretario generale ASMEL

venerdì 1 luglio 2016

Ecco il decalogo per il neo sindaco: i 10 Adempimenti che non possono aspettare (e gli schemi da adottare

Chiuse le urne dei ballottaggi, è cominciato l’iter di insediamento del primo cittadino e della nomina della giunta. Il Sindaco entra in carica con la proclamazione effettuata dall’ufficio elettorale centrale nei Comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti e dalla prima sezione elettorale negli altri Comuni. Nei giorni immediatamente successivi all’investitura popolare i neosindaci hanno dieci adempimenti urgenti da fare che vanno dalla convocazione degli eletti alla nomina della commissione elettorale, ecco lo schema degli atti da adottare a cura dell’avv. Ida Tascone, consulente legale ASMEL.
e che vanno dalla convocazione degli eletti alla nomina della commissione elettorale, ecco lo schema degli atti da adottare a cura dell’avv. Ida Tascone, consulente legale ASMEL.

martedì 21 giugno 2016

Manifesto “I Comuni Italiani una risorsa e non un problema”: delibere da tutt’Italia!

Sempre più numerosi i consigli comunali convocati in tutta Italia per far proprio il Manifesto “I Comuni Italiani una risorsa e non un problema”, approvato all’unanimità nel corso della recente Assemblea dei Comuni ASMEL. Il Manifesto, condiviso con ANPCI, reclama una più ampia presenza nel nuovo Senato delle Autonomie incidendo sulla legge prevista nella nuova Costituzione per l’elezione dei Senatori al fine di ottenere una rappresentanza proporzionale dei Comuni piccoli e medi.
Tra i primi a deliberare i Comuni di Trecate (No), Basiglio (Mi), Gangi (Pa), Neviano (Le), San Calogero (VV) Castagnaro (Vr), Oliveto Citra (Sa), Montefiore Conca (Rn), Celenza Valfortore (Fg), Pesco Costanzo (Aq), Camporotondo di Fiastrone (Mc), Calvera (Pz).
In base alla nuova previsione costituzionale, il nuovo Senato, ente di raccordo tra Stato e istituzioni locali, sarà formato da consiglieri regionali e dai 21 Sindaci delle grandi città. È del tutto evidente, che se il meccanismo di elezione dei Senatori-consiglieri non verrà adeguato il “posto unico” per i Sindaci di un’intera regione rischia di schiacciare la rappresentatività territoriale a vantaggio della Città metropolitana. Un ritorno al vecchio centralismo, che non è in grado di realizzare appieno il Senato della Repubblica “rappresentativo delle istituzioni territoriali” elemento caratterizzante la stessa modifica complessiva della Costituzione oggetto di revisione.
Data la campagna referendaria avviata, dobbiamo concentrare da subito le nostre energie, nel modo più unitario e coinvolgente possibile. Accompagniamo perciò ogni iniziativa che possa svolgersi in queste giornate con l’approvazione del Manifesto.
Per informazioni anche sugli incontri territoriali in corso contattare la segreteria dell’associazione al numero verde 800165654 o scrivere alla mail posta@asmel.eu.